23 marzo 2016

Chopin ... e il sogno di Ella


C’era una volta una fanciulla di nome Ella che si addormentò e, una volta sveglia, si ritrovò in un bosco incantato: il bosco delle fate. Era un luogo dove tutto era bello. Gli alberi erano viola, rosa e arancioni, l’acqua del lago era limpida e cristallina e i fiori, profumati come non mai, lasciavano una polverina rosea in tutto il bosco.
In questo ambiente magico c’erano le Silfidi, le fate del bosco. Erano graziose creature, piccole e gentili che invitarono Ella a danzare con loro a ritmo di una dolce melodia.
La fanciulla amava molto danzare e, come le fatine, si dimostrò una gran ballerina.
Mentre ballava, Ella si accorse della presenza di un ragazzo che si innamorò di lei a prima vista e che la invitò a danzare.  Ballarono felicemente insieme tutta la sera. Ad un tratto, la ragazza inciampò e cadde nel lago ritrovandosi circondata da numerosi pesci e da dolci e bellissime sirene che, cantandole una soave canzone, la riportarono a galla.
Il ragazzo, che era molto preoccupato ma non abbastanza coraggioso da tuffarsi nel lago e cercare Ella, fu felicissimo di vedere la fanciulla sana e salva e, per ringraziare le sirene, donò ad ognuna di loro un fiore acquatico, da tenere fra i loro lunghi capelli.
Il giovane si accorse però che Ella non apriva gli occhi già da molto tempo.
 Quando finalmente li riaprì, la fanciulla, non si ritrovò più nel bosco incantato ma sdraiata sul suo soffice letto. Ella si rese conto che tutto ciò che aveva vissuto era solo un sogno e che il ragazzo e il bosco erano frutto della sua immaginazione che l’aveva spinta a sognare quello che realmente desiderava, ovvero, un luogo magico dove tutto è possibile e dove i sogni diventano realtà.
Annamaria de Marco 1D

21 marzo 2016

MY FAIR LADY



Il 15 marzo 2016, per l’appuntamento con il Teatro Musicale  della 74ª Stagione della Camerata Musicale Barese, abbiamo inviato al  TaetroTeam la nostra “inviata speciale” Alessia Pate a seguire My Fair Lady  di Alan Jay Lerner con musiche di Frederick Loewe, portato in  scena dalla Compagnia di Corrado Abbati. Questa la sua recensione: 
L’operetta, tratta dal film My fair lady, racconta di una incolta e rozza fioraia che viene trasformata da uno studioso, in seguito alla scommessa con un amico, in una fanciulla raffinata e perfettamente a suo agio nei salotti dell’alta società. A esperimento concluso, la ragazza non sa tornare al vecchio lavoro e, inoltre, si è innamorata perdutamente del suo insegnante. Anche lui si renderà conto di amarla solo quando lei lo lascerà per disperazione, e farà in modo di ritrovarla e tenerla per sempre con sé.
Ho trovato questo genere teatrale e musicale molto divertente e leggero per noi ragazzi e sia nella recitazione che nel canto e nel ballo ho trovato gli attori molto sciolti e competenti. Una serata bellissima!
Alessia Pate, 2D

20 marzo 2016

... ascoltando Chopin...



La spada di Gino
In un mondo  incantato c’era uno gnomo giallo di nome Gino.
Un giorno trovò una spada magica che poteva suonare come un’orchestra. Così decise di partire per sconfiggere la strega che viveva oltre le terre dei Lego.
Lungo il suo cammino incontrò un robot di nome Megatron, con cui si alleò per sconfiggere la strega maligna. Entrando nella sua fortezza la trovarono intenta a restaurare la sua scopa, ma appena li vide fuggì in fretta attorniata da note basse. Ma Gino, usando la spada magica, riuscì ad intrappolare la strega.
Da quel giorno non avrebbe più infastidito gli abitanti delle terre dei Lego con le sue note basse e stonate. Tutti avrebbero sentito solo le dolci note della spada magica di Gino.
Giuseppe Gargano, 1F




 
SILFIDI E BISCOTTI DI MARZAPANE

E’ iniziata la primavera: le Silfidi danzano allegre e cantano con tutto il fiato che hanno in gola; iniziano a sbocciare i primi fiorellini e le creaturine raccolgono il miele. L’atmosfera è festosa e sembra che nulla possa andare storto: compaiono arcobaleni ovunque nel cielo azzurro e le Silfidi si divertono a saltare sulle morbide nuvole come zucchero filato. Ovviamente non mancano le prelibatezze preparate dalla Silfide più anziana, Nonna Fatima: come tutte le nonne, cucina tanto buon cibo e la sua passione più grande è preparare biscotti e cioccolata calda alle nipotine quando vuole farle contente. Alla festa accorrono anche gli unicorni arcobaleno: ogni anno, quando inizia la bella stagione, gli unicorni portano dei doni ai bambini. Regalano tanti cuccioli di pandacorni tenerissimi: le Silfidi farebbero di tutto pur di averne uno…
Dopo la festa giunge il momento di andare a trovare un albero davvero speciale, il Grande Albero. Potrebbe sembrare un albero come tutti gli altri, ma in realtà ha un grande potere: sparge, infatti, polvere fatata sulle belle Silfidi ogniqualvolta cambia la stagione. Purtroppo, non appena le creaturine giungono sul prato, ricevono una sgradevole sorpresa. Il Grande Albero è scomparso! Per le fatine è una tragedia perché, senza la polvere magica, non possono più fare alcun incantesimo. Possono ipotizzare solo una cosa: l’albero è stato rubato! Ma chi può essere stato così crudele da rubare una cosa per loro tanto importante? Si interrogano a lungo ma non riescono ad individuare proprio nessuno. Decidono, dunque, di rivolgersi al Vecchio Saggio perché lui sa sempre ogni cosa. Egli rivela che l’amato albero è stato portato via dai Biscotti di Marzapane, da sempre rivali delle Silfidi.
Corrono e volano subito alla ricerca di quei furbetti, sperando di trovare un accordo. I Biscotti ammettono di aver preso l’albero, ma che non hanno alcuna intenzione di restituirlo. C’è un buon motivo, o, almeno, buono per loro: muoiono dall’invidia! Spiegano che sono stanchi di non essere amati e desiderati come le dolci Silfidi: vorrebbero anche loro far felici gli abitanti del bosco.
Le fatine propongono di condividere i poteri affinché anche i Biscotti possano far magie ed essere cercati. Quest’accordo riappacifica tutti. L’albero viene rimesso al suo posto, al centro del prato e Silfidi e Biscotti diventano ottimi amici. Insieme festeggiano l’arrivo della primavera e tutti insieme gustano le prelibatezze di Nonna Fatima.
Gaia Pascali, 1F


FINCS E LE SUE AMICHE FATINE
C’era una volta, in una terra lontana, un piccolo hobbit di nome Fincs.
Fincs amava passeggiare assieme alle fate, piccole e svolazzanti creature del bosco; camminava e poi camminava, e con loro giocherellava.
Purtroppo, in una giornata di primavera, nonostante le avesse a lungo chiamate, non riuscì più a trovare le piccole amiche dalle ali luccicanti.
Mentre passeggiava vicino al lago, con le braccia penzolanti e le guancette bagnate di lacrime, si accorse che l’acqua vibrava e che sul suo fondo si andava espandendo un leggero luccichio… Saltò fuori dall’acqua Giada, fata dell’acqua e piccola regina, che lo abbracciò forte e lo fece girare e girare, perché era troppo felice di aver ritrovato il suo amico. Gli donò una bella conchiglia con cui avrebbe sempre potuto chiamare le fate.
Fincs, allegro e saltellante, tornò a casa e decise di invitare le care fatine per festeggiare la loro amicizia, che pensava sarebbe durata per sempre; le creature svolazzanti, in cambio,  gli donarono l’immortalità, affinché potessero stare insieme per sempre nei boschi della Scozia Incantata, della cui esistenza nessuno era a conoscenza.  
Cecilia De Benedictis, 1F

19 marzo 2016

La "serva padrona" di G.B.Pergolesi

La serva padrona, l'intermezzo comico in due parti scritto nel 1733 da Giovanni Battista Pergolesi (nella foto) per il teatro di Napoli, segna l'inizio dell'opera comica. Ne parliamo con Roberta e Santos. 
I personaggi sono solo tre:
Serpina
Serpina è il personaggio principale dell’opera ed ha un ruolo centrale al suo interno: rende l’opera più divertente creando situazioni esilaranti e facendo ridere in maniera raffinata il pubblico. La ragazza, sin dall’inizio dell’opera, crea scompiglio nella piccola dimora, dando al povero Uberto tanti crucci e pensieri. Egli pensa che sia viziata e pretenziosa e, per “educarla”, la tratta in malo modo, senza capire che in realtà lei vuole unicamente attrarlo a sé per poi sposarlo ed ereditare i suoi possedimenti. Offesa dal rifiuto del padrone si accorda con Vespone al fine di farsi sposare. Serpina ha un atteggiamento arrogante, paragonabile a quello di un furfante, ma che alla fine scopriamo essere leale e furbo.
Uberto
Uberto è un ricco nobile ormai vecchio che vive con la sua badante, Serpina, furba e disobbediente. Ha un atteggiamento ingenuo, che esce allo scoperto ogniqualvolta deve sborsare denaro. È proprio questo suo carattere che lo farà incappare in un imbroglio, finendo per donare tutti i suoi beni a Serpina.
Vespone
Vespone è un servitore di Uberto che rende l’opera buffa a causa della sua goffaggine, ma contemporaneamente rende l’idea dei maltrattamenti subiti dai servi a quei tempi. Pur essendo molto simpatico, anch’egli nasconde un lato “oscuro”, che ci rivela alleandosi con Serpina in cambio di una piccola porzione della sua eredità.
Roberta Schiraldi, 2 F

La trama:
Uberto, padrone di casa, ha al suo servizio Vespone, che si occupa dei lavori domestici. Il signore, però, è vecchio e debole; così, bisognoso di un ulteriore aiuto, decide di assumere Serpina, una serva viziata che pretende di decidere per conto suo di cosa occuparsi senza ascoltare gli ordini del suo padrone e che chiede rispetto e ubbidienza da lui! È molto testarda e il suo più grande desiderio è sposarsi con un uomo ricco per vivere una vita da signora, non più da serva; così, astuta, propone ripetutamente ed insistentemente a Uberto di sposarla ma questi, pur essendo affezionato a lei, la rifiuta.
Serpina, indignata, escogita un piano arguto: traveste Vespone da Capitan Tempesta, uomo violento e sempre in collera, il quale richiede una cospicua dote. Serpina, dal canto suo, recita la parte della donna sottomessa e intimorita, nel tentativo di muovere a compassione il padrone. Capitan Tempesta, fino ad allora muto, comincia a minacciare ferocemente Uberto che, spaventato, chiama a gran voce Vespone per essere difeso. Questi però non arriverà mai! Uberto allora, triste per il tetro destino di Serpina, decide di sposarla.
Dopo la promessa, la donna rivela allo sposo il tiro mancino che gli ha giocato. Uberto ormai non può più tirarsi indietro: tutto sommato è innamorato di Serpina e del suo carattere smorfioso. Così Serpina realizza il suo sogno ma Uberto... dovrà ancora a lungo sopportare i suoi capricci!
Immagino Serpina come una ragazza bassa e minuta, dai capelli lunghi e neri e gli occhi marroni. Il suo carattere è forte e determinato, astuto e testardo, nessuno può  farle cambiare idea. È molto intelligente ed ottiene sempre ciò che vuole grazie a tanti sotterfugi. È convinta dei suoi valori e delle sue idee, battendosi per loro; infatti, pur appartenendo al ceto umile, ritiene indispensabile che anche il suo padrone la rispetti.
Santos Torelli, 2 F