23 ottobre 2009

Una tragedia d'amore ... "Tosca"

di Federica Rolli
nostra "inviata speciale alla Lirica"

La stagione lirica 2009/2010 è iniziata al Teatro Piccinni il 21 settembre 2009 con la rappresentazione dell’opera Tosca di Giacomo Puccini. Il maestro Renato Palumbo ha diretto mirabilmente l’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari.

La storia è ambientata nel 1800, nella Roma “papale”.

Il pittore Mario Cavaradossi viene ricercato per aver dato aiuto ad un amico appena evaso di prigione, con il quale condivide un sentimento politico a favore di Napoleone Buonaparte. La sua promessa sposa, Tosca, nel tentativo di aiutarlo, uccide il comandante di polizia (il cattivo Scarpia) ma invano! Mario viene comunque fucilato e Tosca si suiciderà per la disperazione, gettandosi dalle mura di Castel Sant’Angelo.

E’ un’opera ricca di effetti scenici. L’eroina pucciniana (interpretata dal famoso soprano russo Maria Guleghina con entusiasmante passione) spicca tra i personaggi per la sua forte personalità. Molto belli i duetti canori. Particolarmente interessante il coro di voci bianche diretto da Emenuela Aymone, che ha dato una nota di leggerezza all’opera.

Mi sono piaciute molto le scenografie e soprattutto la scelta dei colori utilizzati per gli abiti di Tosca, in netto contrasto con i colori del contesto, piuttosto tetro…

Federica Rolli 3G



21 ottobre 2009

L'Elisir d'amore....magari esistesse!

di Federica Rolli
nostra "inviata speciale alla Lirica"

L’ultima opera in cartellone della Fondazione Petruzzelli prima della pausa estiva è stata rappresentata nello Spazio 7 della Fiera del Levante di Bari, il 29 giugno 2009. Si tratta dell’Elisir d’amore di Gaetano Donizetti, diretta per l’occasione dalla bravissima canadese Keri-Lynn Wilson. Già dalla prima rappresentazione, che avvenne il 12 maggio del 1832, al teatro Cannobiana di Milano, l’Opera ebbe un enorme successo.
La storia è ambientata alla fine del Settecento nei Paesi Baschi, dove viveva la bella Adina. Ella siede in disparte e legge ad alta voce l’antica storia di Tristano e Isotta, innamorati grazie ad un magico elisir, mentre Nemorino, un contadino umile e povero, osservandola si strugge d’amore. Nemorino è talmente timido che è incapace di rivelare i propri sentimenti all’amata; decide quindi di procurarsi un filtro che abbia quelle stesse caratteristiche. Giunge al villaggio il dottor Dulcamara, un ciarlatano con pretese di taumaturgo, che narra alla folla, incantata dal suo fascino, i poteri delle sue miracolose pozioni. Nemorino impegna tutti i suoi averi per acquistare un elisir d’amore capace di far innamorare la bella Adina. Ma l’elisir è solo una bottiglia di vino rosso, che scatena canti e balli! Alla fine però il sogno d’amore trionfa. Tutti contenti, anche Dulcamara, che continua a vantare il suo portentoso elisir!

Ho trovato l’Opera appassionante e divertente grazie al gioco degli equivoci ed all’atmosfera romantica tipica delle fiabe, con musica e canti allegri e gioiosi.

Federica Rolli, 3G

4 ottobre 2009

TRE contro TUTTI, il TRIPLO di Beethoven

Bari, 29/9/2009: Concerto dell’Orchestra Sinfonica della Provincia. In programma il Triplo Concerto per violino, violoncello e pianoforte di Ludwig van Beethoven con un trio d’eccezione, che si accinge a registrare l’opera integrale dei Trii di Beethoven, Schubert e Schumann:

Franco Mezzena (violino)

Nicholas Jones (violoncello)

Stefano Giavazzi (pianoforte)

Meritato successo di pubblico e critica. Noi eravamo lì ad intervistare i solisti. E poiché siamo di “Sol Re La MI”, incominciamo con il violinista, Franco Mezzena, dalla tecnica brillante e comunicativa, punta di diamante del violinismo internazionale, che ci riceve dietro le quinte con distinto fair play.

Maestro Mezzena, nel concerto di stasera abbiamo ascoltato tre strumenti dal carattere molto diverso. Perché lei ha scelto proprio il violino?

In verità ho iniziato con il pianoforte, sotto la guida di mio padre, poi sono passato al violino. E’ uno strumento meraviglioso per la dinamica e per la ricerca del suono.

Cosa prova quando suona in pubblico?

Molta paura! L’emozione è forte, soprattutto quando, come questa sera, c’è un pubblico che “si sente” e che “trasmette”. Come diceva Paganini, a volte si crea un “elettricismo” tra il solista ed il suo pubblico, e questo è straordinario! Però, se mi chiedete se ho paura prima di incominciare a suonare, io vi rispondo: Sì! Pensavo che questa emozione sarebbe passata con il tempo e l’esperienza, invece no. Anzi è sempre peggio perché, nei concerti importanti, aumenta la responsabilità. E voi siete musicisti?

No, ma incominciamo a frequentare i concerti.

Questo è molto importante. Ne parlavo tempo fa’ con il mio maestro, Salvatore Accardo: il pubblico dei concerti oggi è sempre piuttosto anziano e non c’è ricambio generazionale. E’ importante avvicinare i giovani alla musica, non solo per la loro crescita culturale ma anche per poter far continuare la musica stessa.

E’ vero! Dispiace vedere poche persone ad un concerto!

Sì, ed è sintomo di qualcosa che non va. E’ un progetto antico, al di là dei governi che si succedono: togliendo la cultura alla massa, la massa è molto meglio governabile.

Lei avrebbe una soluzione per avvicinare i giovani alla musica classica?

Dovrebbero fare qualcosa i Media e la Scuola. I giovani amerebbero la musica classica se la conoscessero, se venisse loro proposta; invece è sempre assente sia in radio che in televisione, come è assente nel sistema scolastico una scuola propedeutica in grado di educare alla musica già dall’infanzia. Una volta, pur con un solo canale, il palinsesto televisivo prevedeva documentari, dibattiti politici, concerti dal vivo ed opere teatrali. Il venerdì, per esempio, trasmettevano sempre Teatro ed io ho conosciuto Eliot e Beckett proprio grazie alla televisione! Era una forma di “educazione alla cultura” per i giovani e le sale da concerto erano sempre piene.

Lei che ha viaggiato tanto, ha notato differenze tra l’Italia e gli altri Paesi? Cosa dobbiamo invidiare agli altri?

Credo che per noi musicisti l’ultimo paradiso sia ormai il Giappone, dove il pubblico affolla le sale da concerto con molta curiosità e la scuola forma alla musica già dalla prima infanzia. E’ una mentalità diversa! E’ una “cultura” diversa! In Europa va un po’ meglio forse in Germania ed in Inghilterra.

E’ difficile emergere facendo il suo lavoro?

Sì, è difficile! Strano a dirsi: cala l’audience ma aumentano gli artisti! Forse per la mia generazione era più facile emergere perché eravamo di meno ma oggi i musicisti sono tanti e tutti di alto livello! Ci vuole fortuna (anche nel trovare un bravo insegnante!), poi tanti soldi, tanto studio, un buon management … E’ una lunga catena! Però bisogna provarci lo stesso: volere è potere!

I sacrifici e le soddisfazioni di un concertista?

Solo tanto, tanto studio, sempre! Ma con la passione ti pesa meno.

Perché stasera … la camicia rossa?

Un caso. Uso indifferentemente il nero, il blu ed il rosso. Il mio collega violoncellista crede che voglia fare la “star”! Ma non è così! E’ solo per variare un po’…

Grazie. Avviciniamo il violoncellista Nicholas Jones, un romantico scozzese, che stasera ci ha emozionato con il “canto” del suo strumento. How did your passion for the music start?

It’s a long story. My grandmother always played piano and I sang with her. I started playing violin. Finally I started cello and now it’s my passion. I can’t imagine my life without music!

Una domanda anche al maestro Giavazzi, sorridente, simpatico e dal meraviglioso “tocco” pianistico. Perchè proprio la scelta del pianoforte?

Perché ha la possibilità di fare così tanti suoni, come fosse una piccola orchestra, mentre gli altri strumenti hanno un “che” di monotono, come se mancasse loro qualcosa! Al pianoforte, anche se sei solo, sei in grado di suonare tutta la musica! E’ bellissimo!

Ancora grazie, complimenti ed auguri per i vostri successi!


La redazione

5 giugno 2009

Riflessioni in Musica

Mercoledì 20 maggio, alle ore 17, presso la palestra della nostra Scuola, abbiamo messo in scena la nostra manifestazione di fine anno scolastico, organizzata dalle proff. di Musica ed interpretata dal Coro di 2F - 2G e dall’Orchestra - Coro del Laboratorio di Musica.
Titolo della manifestazione-concerto: Riflessioni in Musica - I diritti negati.
Abbiamo iniziato con alcune letture molto toccanti, che hanno subito catturato l’attenzione del pubblico, numeroso, venuto ad assistere all’evento. Quindi abbiamo dato il via alla musica con l’Ode alla Gioia di Beethoven, suonato e cantato a gran voce, in tedesco! Siamo andati avanti alternando poesie d’autore con nostri pensieri, riflettendo su guerra, prigionia, disoccupazione, schiavitù e sogni rubati.
Nel programma: Spiritual, canti moderni e canti antichi, in varie lingue. Luci spente e proiezione di diapositive a tutta parete che, nella loro successione, sottolineavano le emozioni trasmesse dalla musica. Momenti di grande commozione del pubblico su Heal the World, con annesso video, e sul canto Yiddish, corredato dalle immagini dei dipinti di Chagall.
Applausi, tanti e sinceri, che hanno coronato il nostro lavoro.
Ringraziamenti alle proff. ed alla Preside, sempre pronta e disponibile a tutte le nostre iniziative, perché crede molto in noi.
“A caldo” abbiamo catturato anche qualche commento.
Manifestazione faticosa da preparare, per far venire bene i canti. Alla fine, però, tanta soddisfazione! (Sabrina M.)
E’ stata un’occasione per esprimerci (Francesca S.M.)
E’ stata una prova di coraggio, anche per chi, come me, ha recitato. E poi… i genitori si sono commossi! (Bianca M.)
Difficili i canti perché malinconici, ma l’atmosfera era perfetta (Mario F.)
Volevamo ottenere qualità, e ci siamo riusciti (Giovanna L.)
Io ero in prima fila, ho suonato e cantato: mi mancava il fiato! (Francesco D.)
E’ stato difficile mantenere la calma fino alla fine, senza sbagliare, senza andare troppo veloci! (Antonio B.)
Tutto è stato molto bello! (Federica M.)
E’ stata un’occasione per far partecipare anche coloro che, di solito, tendono a rimanere indietro (Fabrizio B.)


La redazione: Antonio Bertolino
Giovanni Bronzini
Francesco Petrocelli
(nella foto: White Crucifixion di Chagall)

31 maggio 2009

IL LAGO DEI CIGNI di P.I.Cajkovskij


P.I.Cajkovskij, compositore russo, nasce nel 1840. Insegna in Conservatorio, viaggia per l’Europa ma poi ritorna a vivere nella sua amata campagna russa. Per nascondere la sua omosessualità, conduce una vita difficile e tormentata, alla quale porrà fine nel 1893, durante una terribile epidemia di colera, bevendo l’acqua inquinata del fiume Nèva.
Scrive Sinfonie sullo stile beethoveniano ma, a differenza del suo “maestro” tedesco, Cajkovskij non vince mai contro il proprio avverso destino.
Anche la sua musica ha una “doppia” natura: è dolcissima, fortemente passionale, ma anche tragica e sofferta.
Elaborando favole con melodie e danze dà vita al Balletto classico. Le sue storie più belle sono: La bella addormentata, Schiaccianoci e Il lago del cigni.
Vogliamo raccontarvi proprio questa storia, una storia di Amore e di Morte, come la vita del suo autore.


Atto 1°: Il principe Siegfried compie 21 anni. Si prepara una grande festa, durante la quale egli sceglierà la sua sposa. E’ l’alba. Il principe va a caccia sulla riva del lago, mentre in cielo compare uno stormo di bianchissimi cigni.
Atto 2°: Sulla acque del lago, dolcemente increspate, appare, meravigliosa, Odette, la regina dei cigni. Confida al giovane principe la triste storia della sua vita: trasformata in cigno dall’incantesimo del cattivo mago Rothbart, invidioso della sua bellezza, può riassumere il proprio aspetto umano solo di notte. Solo una promessa di amore eterno potrà rompere l’incantesimo. Siegfried, ammaliato, la invita alla festa di corte. Lì la sceglierà in sposa.
Atto 3°: Nella sala del castello hanno inizio i festeggiamenti e le danze. Appare un misterioso cavaliere accompagnato da una giovane vestita di nero: è il cattivo mago Rothbart e sua figlia Odile, nelle sembianze di Odette. Il principe le dà il benvenuto e le fa promessa di amore. Un violento tuono scuote la terra e la sala piomba nel buio. Il mago esulta: ha vinto! Il principe, resosi conto dell’inganno, fugge via alla ricerca della vera Odette.
Atto 4°: Siegfried raggiunge Odette sulla riva del lago. Lei è disperata per il crudele destino che l’attende. Danzando e piangendo si getta nel lago. Siegfried la segue.
Muoiono. Ma il loro amore vivrà in eterno.

Anna Maria Conticchio 3G
Francesca Santorsola 3G

29 maggio 2009

Mozart: musico o matematico?

Mozart, oltre che un genio della musica classica, era anche un matematico?
Componeva le sue Sinfonie con fantasia o con ordine numerico?
La risposta c’è.
Le componeva con un ordine numerico precisissimo, da vero genio della matematica, giocando con note e numeri: uno schema rigoroso, diviso in 4 Tempi, ognuno diviso in 3 parti, ognuna delle quali suddivise ancora in moduli tematici rigidi di 3 o di 4 battute, che non potevano in alcun modo essere invertiti o modificati, come fossero parti di un sistema matematico perfetto.
Ma entriamo nei dettagli, prendendo come esempio la Sinfonia n.40 K.550. E’ molto bella e sembra ricchissima di temi melodici; in realtà il modulo di riferimento dell’intera composizione è il tema iniziale, il cosiddetto Primo tema (20 battute in tempo a 4), con il suo disegno ritmico e melodico (3 note ribattute 3 volte, ed una scala discendente con 3 note ripetute 3 volte). Lo ritroviamo sempre, in tutti i 4 movimenti della Sinfonia, e sempre diverso. Mozart si diverte a ripeterlo, a modificarlo, a capovolgerlo, ad invertire le note. A volte semplicemente lo amplia arricchendolo con semplici scale o accordi.
Anche i temi degli altri movimenti sono strutturati secondo il disegno ritmico-melodico del Primo tema ma con una scrittura rigorosa, che procede per moduli di 3 o di 4 battute. Tutto è costruito con estrema abilità, come fosse una costruzione architettonica fondata su moduli e misure, come fosse un’espressione matematica fondata su formule ed algoritmi, ma con le note al posto dei numeri.
D’altronde se i grandi matematici erano anche musicisti, perché non … il contrario?
Federico Colasanto 2F
Edoardo Malpica Orabona 2F
(nella foto: Mozart e Einstein)

28 maggio 2009

La Donna guerriera


Die Walküre di Richard Wagner
Inviato speciale: Federica Rolli.

Giovedì 7 maggio 2009 sono andata ad assistere a Die Walküre di Richard Wagner presso lo Spazio 7 della Fiera del Levante, a Bari.
Nonostante il luogo inconsueto e le quattro ore di musica, la rappresentazione è stata fantastica, molto coinvolgente, accompagnata in modo mirabile dall’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari, diretta per l'occasione dal maestro Stefan Anton Reck.
I cantanti, tutti bravissimi, cantavano in tedesco ma un display proiettava la traduzione per rendere più comprensibile la visione dell’opera.
E poi la grande suggestione della storia d’amore, delle donne guerriere con la loro famosa cavalcata, dei giochi di luci, del canto, della musica! Originalissima la regia, curata da Walter Pagliaro.
E’ stata la prima Opera a cui ho assistito e sono molto felice di aver iniziato il mio percorso lirico-teatrale proprio con una grande Opera di Wagner.
Alla prossima!
Federica Rolli, 2G