5 marzo 2017

Chopin e la Notte...


Notte infelice
Arriva la notte.
Nel cielo spogliato
dal vestito di stelle
dietro il recinto che triste cade
il tutto e il niente si stanno formando
e la notte inizia a perire.

Gabbiani e pesci saltellano inconsci
del triste destino che la notte attende,
del vento che soffia e spinge via
le luci notturne.

Mentre della luna l’anima vola
per sperare il ritorno
scappa la stella
dal buio vapore.

Il legno è sfondato
e lo scoglio sconfitto.
La luce vince senza compassione
della luce che scompare.

L’infelice insonne
distratto guarda un fiore:
una rosa canina,
disperato
per la luna dolorante.
Matteo R. Moro



Lampo
Nel silenzio del mare 
si vide un lampo.
Ha colpito una barca, affondandola.
E fra le onde del mare in burrasca
vidi la morte
che aspettava i marinai.
Carlo L. Gadaleta

4 marzo 2017

La Notte... di Chopin


Notte
È tranquillo il cielo
la luna illumina il buio.
Tutto si forma,
nel silenzio più assoluto.
Beatrice Pantaleo


Pianista
Notte tranquilla,
fai di me il tuo pianista.
Luna, lassù
sei più triste di me
eppure io vorrei essere te.
Michele Vernola


Musica 
La musica corre sul mare
nelle onde
 e nel cielo stellato.
Arriva sulle stelle
danza con le stelle
gioca con le stelle
e cade con le stelle
mentre felici
nella notte
i tasti del pianoforte
ridono, saltano,
suonano una melodia
leggera come una farfalla.
Una farfalla che vola
sulle candide ali della musica.
Libero De Felice


Notte sul mare
 La notte mi ispira
mentre formo i miei pensieri
e dolcemente mi addormento,
nella calma assoluta.
Robert M. Rayfield


Notte
Notte scura, profonda;
l'unica luce
quella dell'argentea luna,
che si specchia nella calma acqua marina,
e del faro
che guida una solitaria barca.
Lentamente, la stanchezza aumenta
e il sonno si impossessa del mio corpo.
Le onde del mare mi accompagnano
nel felice mondo dei sogni
guardando il nero cielo.
    Paola Mannarelli

3 marzo 2017

Pensieri... sui "Notturni" di Chopin


Lunga notte 
C'è chi esprime un desiderio
e spera...
e chi non perde tempo
e da lui vola...
Denise Cafagna


Noi
Ripensando a noi
sono felice,
ma un noi senza te
è inutile
Anna De Meo


La Luna e il  mare
Il mare e la luna mettono tranquillità
 e fanno ricordare i momenti belli della vita,
 i sogni realizzati, gli amori persi.
Angelica Morgese


Notte pensierosa
Quando il tacer della città si fa sentire
il mio cuore si costruisce.
Mentre il mondo tace
la mia vita cambia
e il mio pensiero si forma
Giorgio M. Otranto


Germinano i pensieri
Nel buio di una notte
i pensieri di un pianista
si formano con leggerezza
e una calma a noi sconosciuta.
Un cielo stellato lo ispira
e  lo rende presente
Matteo T. Iacoviello

31 maggio 2016

GRAZIE a tutti...



Cari lettori, l’anno scolastico volge al termine e noi vogliamo estendere un ringraziamento molto affettuoso ai tre impavidi alunni di 3F che con scrupoloso impegno hanno animato la nostra redazione:
a Mario Infantino, il nostro eclettico “filosofo” dell’Arte, cultore di Werther e critico di Zarathustra;
ad Alessandra Massari,  divoratrice di libri, capace di leggere in pochi giorni 200 pagine sul teatro wagneriano (una vera “Prof.”);
a Marco Tenerelli, tenero zelante “notaio” di ogni evento culturale, animatore di ogni discussione storico-letteraria.
Un grazie anche a Denise, Francesco e Vanessa per i loro viaggi nel romanticismo, a Roberta, Stefania, Mariachiara, Alessia, Roberta e Santos per i loro percorsi teatrali, e a voi tutti, intrepidi piccoli scrittori di fantasia, che tra fate e gnomi, cetre e danze ci avete fatto sognare…Con gli auguri di una splendida, favolosa, mitica estate, vi offriamo ora l’ultimo articolo di questo anno scolastico. 
Quello con il “botto”…


Le "primavere" del Romanticismo

«Quando conferiamo al comune un senso più elevato, all’ordinario un aspetto misterioso, al noto la dignità dell’ignoto, al finito una apparenza infinita, allora - diceva Novalis, uno dei capostipiti del Romanticismo – “romantizziamo” il mondo....». 
Penso che non ci siano parole migliori per definire questo colossale movimento che, in un clima politico e civile caratterizzato da tendenze reazionarie, riuscirà a dimostrarsi di grandiosa significazione, contribuendo alla  nascita della "cultura del moderno". Il Romanticismo è un impulso di liberazione di energie, è la sostituzione del “sentimento” alla “ragione”, è l’”eccezionale”, il “sentimentale”, il “fantastico”. La contrapposizione dell'inconscio alla conoscenza, del notturno al diurno. Potrei continuare all'infinito poiché, come ci ricorda Friedrich Schlegel, il fondatore del circolo dei romantici, «non basterebbero 125 fogli per definire questo fenomeno!». 
Il movimento abbracciò la letteratura a livello europeo (Manzoni, Foscolo, Leopardi, Madame de Stäel...), la pittura (Hayez, Friedrich, Géricault..), ebbe strette relazioni con la riflessione filosofica contemporanea (L’Io di Fitche, l'Idea di Hegel, l'Assoluto di Schelling...) e la musica. La musica nel Romanticismo "parla tedesco", si fa appassionatamente voce dell'"altro", è l'Arte per eccellenza, in testa alla gerarchia delle Arti perché libera dai doveri di obbedienza agli strumenti espressivi legati alla logica e al reale, quale soprattutto la parola e i suoi reali significati. Il "Sentimento" è il grande protagonista della musica romantica, non più schiavizzato dal significato o dalla ragione ma testimonianza di una conoscibilità alternativa, fatta di fantasia e immaginazione. Forse il termine migliore per definire questa disposizione d'animo è Sehnsucht, ovvero "l'aspirazione struggente, lo struggimento dell'animo", una nostalgia che va oltre gli schemi logico-razionali. L'arte romantica raggiunge il suo culmine con compositori come Richard Wagner, che rende la musica "melodia infinita" in "continuo divenire". Wagner è alla ricerca della Gesamtkunstwerk, l'opera d'arte totale, fusione completa di canto, recitazione, poesia e arti figurative. La "redenzione  attraverso l'amore" e il "sacrificio dell'eroe" sono alcuni dei temi principali su cui s'impernia l'estetica wagneriana. La “stagione romantica” è anche caratterizzata dall'affermazione del "virtuosismo musicale", i cui massimi esponenti furono Listz e Paganini. Nel virtuoso risiede la facoltà creatrice del “genio”, che si rinnova ogni volta perché il virtuoso è, insieme, improvvisatore e interprete. Il famoso violino (il "Cannone”) di Paganini o il pianoforte Bechstein di Listz diverranno ben presto miti universalmente ascoltati.  Un cenno merita anche Schumann. Se la prima generazione di romantici fu moderata, con Schumann il Romanticismo diviene denso ed esasperato in quanto la sua musica si imprime persino attraverso l'animo infantile. 
"Last but not Least": Chopin. Devo ammetterlo: fin da quando ascoltai per la prima volta Chopin rimasi affascinato. Il "poeta della musica" non scade mai in un vuoto esibizionismo o in manifestazioni di puro edonismo. In ogni Notturno sa toccare le corde più intime dell'animo; con le Polacche sa accendere l'impeto, la rabbia per una Patria perduta. Ecco, forse il motivo per cui "I like Chopin" è il suo stile intimo, nuovo e squisitamente romantico.

Mario Infantino, 3F

29 maggio 2016

Percorsi musicali...



Quando si parla di musica romantica, possiamo pensare che si tratti di una musica soave, dolce o addirittura sdolcinata. Ma in verità è tutto il contrario!
Ora vi parlerò  del percorso che ho affrontato con i miei compagni e di quello che ho imparato grazie alla mia professoressa.
Dopo il Classicismo, la musica cercava nuove ispirazioni. Una nuova fonte di ispirazione fu il Romanticismo, il quale volle evidenziare i sentimenti umani: malinconia, gioia e dolore. Schubert fu uno dei primi compositori a liberare queste emozioni: inizialmente utilizzò ancora le strutture classiche, ma con il passare del tempo nacquero nuovi metodi: si iniziarono a scrivere opere più corte con le quali si voleva coinvolgere l’ascoltatore e i compositori iniziarono a creare opere molto difficili per dimostrare la loro bravura.
Grandi musicisti di questo periodo furono anche Niccolò Paganini, il quale suonava così bene che si pensava che avesse stretto un “patto con il diavolo”, e Franz Liszt che cercava di raggiungere l’impossibile.
I compositori del Romanticismo si ispirarono molto alla letteratura e alla pittura per creare la loro musica. In seguito si aggiunse il melodramma, che divenne fondamentale poiché in esso erano rappresentate le caratteristiche musicali del Romanticismo. In questa epoca nacquero nuovi tipi di opere strumentali come il Notturno, la Ballata, l’improvvisazione.
Per quanto mi riguarda è stato un percorso che mi ha fatto riflettere molto: secondo me, infatti, i musicisti hanno fatto un grande passo storico perché per me un’opera tutta classica, senza emozioni e sentimenti sarebbe vuota, come un’ombra senza corpo o un’opera tutta romantica sarebbe un corpo senza linee. Credo, invece, che Romanticismo e Classicismo si compensino a vicenda e uniti nascondano interiormente sentimento, armonia e dolcezza. Inoltre entrambi trasmettono senza dubbio qualcosa di concreto che attira molto l’ascoltatore.

Denise Colia, 3F


28 maggio 2016

Le mille anime del Romanticismo




Il Romanticismo fu il movimento naturale che caratterizzò l’800 europeo. Contrastando l’Illuminismo settecentesco, tale corrente si prefisse lo scopo di esprimere i sentimenti e di renderli superiori alla ragione. 
In ambito musicale trovò la sua massima espressione in Germania e Austria con Beethoven, Schubert, Wagner, Mendelssohn e Schumann, mentre in Francia abbiamo Chopin, in Russia Čajkovskij e in Italia Rossini, Paganini e Verdi.
Ludwig van Beethoven può essere considerato il primo musicista romantico poiché fu proprio lui a scrivere musica che esprimesse le emozioni umane e che affermasse la capacità degli uomini di essere artefici del proprio destino. Le sue composizioni sono ricordate per la loro grandezza e per la vasta quantità di strumenti adoperati.
Franz Schubert fu soprannominato “l’ultimo degli innocenti” proprio perché l’ultimo a scrivere musica delicata che, per quanto esprimesse sentimenti, avrebbe potuto intrattenere i “classicisti”. A lui riconosciamo la paternità dei Lieder, le poesie messe in musica, caratterizzate dalla presenza di pochi strumenti dalle tonalità delicate e dal canto.
Richard Wagner, famoso per il suo carattere ribelle e irascibile, fu il massimo esponente del teatro. Scrivendo i copioni, componendo la musica, creando le scenografie, scegliendo gli attori e dirigendo l’orchestra, egli ebbe il totale controllo su quello che metteva in scena. Importante nelle sue opere è il ruolo occupato dalla donna, figura forte pronta a morire per perseguire i suoi ideali.
Felix Mendelssohn, “il Romantico felice”, fu l’unico esponente di tale movimento a non soffrire durante la sua vita. Nato in una famiglia ricca, non ebbe mai difficoltà economiche e non suonò mai alcuno strumento. La sua carriera musicale fu dedita al dirigere orchestre e al riscoprire spartiti perduti, come la Passione secondo Matteo di Johann Sebastian Bach.
Robert Schumann fu compositore e critico musicale. La sua vita fu molto triste a causa di una parziale paralisi alla mano destra che gli impedì di suonare (le sue composizioni furono eseguite dalla moglie) e di una forte schizofrenia che lo portò a firmarsi in doppia persona, Florestano o Eusebio. A causa della sua malattia morì in manicomio lontano dai suoi cari.
Fryderyk Chopin fu autore di molte nuove forme musicali che solo lui adoperò quali le Polacche, i Notturni e gli Improvvisi. Della sua musica noi conosciamo solo una parte poiché egli improvvisava le composizioni direttamente al pianoforte e non sempre le trascriveva. Scrisse musica sia influenzata dal raffinato ambiente francese, sia musica dai toni più cadenzati di tradizione polacca.
Gioacchino Rossini scrisse musica “all’italiana” rendendosi il re dell’opera comica ed adoperandosi per divertire il pubblico con la musica frivola tipica della Vienna ‘700esca. Riconosciamo le sue composizioni per l’uso inconfondibile delle percussioni. Proprio la musica di stampo austriaco alimentò la leggenda secondo la quale Mozart, per liberarsi di Salieri, inscenò la sua morte per poi firmarsi come Rossini.
Nicolò Paganini fu il virtuoso del violino che ebbe sempre un ruolo centrale nelle sue composizioni. La particolarità di tali melodie fu la loro difficoltà tecnica che richiedeva un’abile mano di musicista per essere eseguite e per rendere una vastissima gamma di suoni in tempi brevissimi.
Giuseppe Verdi fu l’autore dell’Italia unita, colui che aprì il teatro a tutti e che seppe catturare l’attenzione del pubblico più vasto: forse non tutti sanno che le pause da lui spesso adoperate nello spartito per troncare la nota finale delle melodie avevano proprio tale scopo. Con le sue opere, piene di significati politici, egli accese negli animi gli ideali di patria e libertà. Da qui lo slogan “W VERDI”, ovvero “W Vittorio Emanuele Re d’Italia”.

Alessandra Massari, 3F